Ilaria Sula ha tentato di difendersi. Il corpo 20 ore a casa del killer Mark Samson | Corriere.it


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The Murder of Ilaria Sula

Ilaria Sula was murdered with three stab wounds to the throat. Mark Antony Samson, her boyfriend, has confessed to the crime. The article focuses on the timeline of events, highlighting the 20 hours the body remained in Samson's home before being discovered.

The Role of Samson's Parents

A significant point of investigation centers around Samson's parents, whose car was seen near where Sula's body was eventually found in a suitcase. Authorities question their alibi, indicating a lack of credibility surrounding their claims of not being involved. The family car and apartment have been seized.

The Autopsy and Subsequent Investigation

The autopsy revealed superficial wounds suggesting Sula fought back. Traces of blood found in Samson's apartment indicate a subsequent clean-up. The focus is on investigating how Samson disposed of the body, possibly with his parents' assistance.

Charges and Legal Proceedings

Samson faces charges of aggravated murder due to the relationship with the victim and concealment of the body. The prosecutor is seeking the validation of the arrest, with an interrogation scheduled. The article emphasizes the ongoing investigation concerning the alleged complicity of Samson's parents in concealing the body for a week.

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di Fulvio Fiano e Rinaldo Frignani

I genitori del giovane arrestato: «Non c’entriamo». L’autopsia: 3 coltellate fatali. I dubbi su chi l’ha portata via nella valigia. Il 23enne: «Ho perso la testa, non volevo ucciderla»

L’ha uccisa con tre coltellate alla gola, precise, profonde, che la notte del 25 marzo hanno causato la morte di Ilaria Sula in meno di un minuto per la forte perdita di sangue. Poi Mark Antony Samson ha chiuso la porta della sua camera a chiave e fino al tutto il pomeriggio successivo ha nascosto il corpo della 22enne che aveva invitato a casa a dormire, forse per provare a prolungare la loro relazione. Venti ore o anche più, in parte avvolte nel mistero ma già sufficienti per aggravare i sospetti sui suoi genitori.

La foto-trappola, il ruolo dei genitori

Due dati certi delimitano il perimetro della vicenda. Nel tardo pomeriggio di quel martedì lei esce con le amiche e poi le saluta per andare a casa del fidanzato. La loro relazione era ancora in corso anche se forse agli sgoccioli, ma non c’era stata rottura né liti di cui si fossero accorte le amiche di Ilaria. Dunque, una serata come altre, dato che spesso la giovane si fermava a dormire da Mark.

Alle 18 del giorno successivo invece una foto-trappola del Comune di Poli inquadra la targa dell’auto di famiglia dei Samson (l’unica, un suv nero) vicino al dirupo dove il corpo della ragazza è stato trovato in una valigia una settimana più tardi. L’auto va verso quel punto e pochi minuti dopo ridiscende. L’apparecchio installato per pizzicare chi getta rifiuti nella discarica abusiva inquadra solo la targa: non si può dire chi fosse a bordo dell’auto. Ma per infilare (a fatica) il cadavere nel trolley e caricarlo nel bagagliaio appare impensabile che Samson abbia fatto tutto da solo. Senza, oltretutto, farsi notare dai genitori che, secondo l’accusa, erano in casa. «Non c’ero», avrebbe detto il padre agli inquirenti. «Dormivo», sarebbe stata la versione della madre. Due posizioni ritenute non credibili. L’auto e l’appartamento di via Homs sono intanto stati sequestrati, come il telefono del giovane.

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L'autopsia 

Oltre che sulle tre coltellate, l’autopsia effettuata ieri all’istituto di medicina legale della Sapienza si è concentrata su ferite superficiali riconducibili a una colluttazione. Insomma, Ilaria si sarebbe difesa. Il sangue trovato nella camera del 23enne è suo. Tracce troppo piccole in confronto alle ferite inferte, segno che la stanza è stata pulita. Da chi e quando è un’altra domanda che porta ai coniugi Samson.

Quante ore è rimasto il cadavere nella loro casa? Se il viaggio per sbarazzarsene è del pomeriggio del 26 marzo, a che ora è stato caricato sull’auto? La logica fa pensare alla notte precedente, per non essere notati. Ma in quelle ore i rumori sospetti si sarebbero dovuti percepire di più, soprattutto in una casa piccola come quella in via Homs. «È stato un raptus, ho perso la testa, non volevo ucciderla. Chiedo scusa per quello che ho fatto», ha detto il 23enne alla Squadra Mobile che l’ha sentito per prima.

Le accuse

Samson risponde di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva con la vittima e di occultamento di cadavere. La pm Maria Perna e l’aggiunto Giuseppe Cascini hanno chiesto la convalida del fermo che sarà valutata stamattina dal gip nell’interrogatorio di garanzia in carcere. Sul ruolo dei genitori il reo confesso non ha detto niente. Ma l’ipotesi è che, mentre i genitori di Ilaria la cercavano con appelli in tv, alle amiche e allo stesso Mark, quelli del femminicida coprivano il figlio. Non soltanto in quelle venti ore ma per tutta la settimana.

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4 aprile 2025 ( modifica il 4 aprile 2025 | 08:23)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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